Emicrania

Numerosi studi epidemiologici dimostrano che l’emicrania colpisce circa il 15-18% delle donne ed il 6% degli uomini nel corso della vita, con un picco di prevalenza nel periodo di maggiore produttività, tra i 25 ed i 55 anni. 

Il carattere disabilitante della cefalea ne fa una malattia sociale con elevati costi economici diretti e indiretti.

Così come per la cefalea muscolo tensiva l’emicrania rientra tra le cefalee cosiddette primarie, cioè priva di una qualche condizione medica ed organica che ne causa l’esordio. 

Spesso nella storia clinica del paziente vi è carattere di familiarità per questo disturbo.

L’emicrania può essere accompagnata da “aura” o essere emicrania “senz’aura”.

Per aura si intende la presenza di disturbi visivi ossia scotomi scintillanti (visione di flash e lampi di luce) e/o neurologici (disturbi della forza muscolare, della sensibilità e del linguaggio), per una durata media che va dai 5 ai 20 minuti (comunque, generalmente non più di 60 minuti) e comunque REVERSIBILI.

Criteri diagnostici (CRITERI IHS) dell’ emicrania senz’aura

a. Almeno 5 attacchi nella storia del paziente

b. Durata di 4-72 ore (senza uso di farmaci)

c. Almeno 2 tra le seguenti caratteristiche del dolore:

– unilateralità

– qualità pulsante

– intensità moderata o forte

– peggioramento indotto da attività fisica

d. Almeno 1 tra:

– nausea e/o vomito

– fono e fotofobia

I fattori scatenanti l’ attacco emicranico sono elementi di cui è importante tenere conto per la gestione del disturbo.

Tra i “trigger” più comuni si segnalano cause come:

• Alimentari: vino, liquori, cioccolato, formaggi, fruttasecca, agrumi, cibi ricchi di glutammato di sodio (cibi cinesi o dado da brodo), ecc. quindi è molto importante il regime alimentare. Un dietista competente sa proporre ottimi suggerimenti in merito.

• Ormonali: ciclo mestruale, contraccettivo orale;

• Ambientali: stress, emozioni positive o negative, recupero dopo stress (es. weekend), viaggi, variazioni meteorologiche,traumi, sforzi, stimoli sensoriali (luci o odori intensi, ambienti rumorosi), altitudine;

• Endogeni: alterazioni del ritmo sonno-veglia, febbre,posture errate con stress muscolare, rialzi della pressione arteriosa;

• Metabolici: digiuno, disidratazione, ipossia;

• Farmacologici

Le aree dolorose più colpite sono quelle della tempia, della fronte e dell’orbita. Anche in questo caso esiste una grande variabilità e alcuni pazienti possono lamentare cefalea soprattutto a livello parietale o anche occipitale.

II paziente durante l’attacco emicranico tende a ridurre tutte le attività. Inoltre, in genere, evita sforzi fisici (lavori pesanti ma anche attività sportive). Prova di solito ad isolarsi dagli altri, cerca ambienti poco luminosi, spesso è costretto a mettersi a letto o a chiudersi in bagno per la presenza di nausea e vomito.

L’emicrania con aura è presente in circa il 10-20% dei casi, spesso coesiste nello stesso paziente con la forma senza aura. Talvolta l’aura precede la cefalea, segue la cefalea, altre volte è l’unico sintomo. 

(Esempio di aura visiva) 

Potremmo dire, riassumendo all’estremo, che l’emicrania è un disturbo neuro-vascolare che colpisce un sistema nervoso che si sensibilizza facilmente in risposta a stimoli come ad esempio i trigger elencati sopra. L’attività bioelettrica del cervello ed il ruolo del nervo trigemino giocano un grande ruolo sulla sintomatologia esperita e sull’infiammazione vascolare che conferisce il carattere pulsante del sintomo. 

Alla luce di questa complessità è chiaro che sia necessario un approccio multidisciplinare al problema.

Il neurologo è il medico di riferimento ma un decisivo aiuto può essere tratto anche dalla dieta, dalla terapia manuale (importante la libertà di movimento del rachide cervicale, dell’area cranio-cervicale e dell’area diaframmatica), dalla gestione dello stress, dallo sport, dalle tecniche respiratorie (che hanno impatto diretto sul sistema neuro-vegetativo).

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